domenica 10 ottobre 2010

Inception


Inception


REGIA. di Christopher Nolan.

ATTORI:

Leonardo DiCaprio

Ken Watanabe

Joseph Gordon-Levitt

Marion Cotillard

Ellen Page

GENERE:Azione

DURATA 142 min.

Che dire di questo film? E’ certamente il film del momento, certamente uno dei più attesi.
Ha una pienezza di immagini che è davvero impressionante, com’è nei film di Nolan. Una pienezza e una forma di immagine che ti fa pensare “Oh! Questo è cinema!!” non televisione (cosa che invece molti confondono…).

Credo che pochi registi siano in grado di creare immagini di una tale forza espressiva come Nolan. Anche le musiche che accompagnano il film sono di un impatto inquietante pari a quella di The Dark Knight (2008).

Detto questo (la parte più positiva), credo che in questo film ci sia troppo. Troppa pienezza, troppa forza visiva, troppa azione, troppe strutture collaudate del cinema americano. Onestamente questo film mi ricorda molto nella struttura Blood Diamonds di Edward Zwick (2006), Revolutionary Road di Sam Mendes (2008) e last but not certainly the LEAST Shutter Island di Martin Scorsese (2010).

Un film costruito sul personaggio Di Caprio sempre più votato (condannato? incapsulato? o tailor-made?) ad un certo tipo di personaggio? Il sospetto viene.

Bella l’idea di entrare nei sogni e manipolarli fino a rimanerci intrappolati. Addirittura costruire sogni a più livelli: il sogno dentro un sogno che a sua volta è dentro un altro sogno…Qualcosa che in parte sta già avvenendo: Deirdre Barrett (evolutianary psychologist alla Harvard Medical School) riesce ad influenzare i sogni con una tecnica chiamata “dream incubation”, una tecnica che ridotta ai minimi termini sarebbe: se vuoi sognare un particolare soggetto o problema devi pensare intensamente a quella persona, soggetto, problema, una volta che sei a letto e cercare di formare un’immagine relativa – i sogni infatti sono molto visuali – e lasciare quell’immagine nella mente mentre ti addormenti ( beh basta leggere comunque “Gli esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola per ritrovare un’analoga tecnica di focalizzazione).

Insomma, molto sorpreso che Il Sole 24 ORE dia 4 stelle ad un film che a mio giudizio non va e non può andare oltre le 3 stelle (ma scarse).

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