sabato 6 novembre 2010

UNA VITA TRANQUILLA di Claudio Cupellini

Una vita tranquilla

(ovvero i mostri della ragione non muoiono mai)

DOMANI ANCHE SU www.ilpolitico.it !!!






REGIA:Claudio Cupellini.

ATTORI:

Toni Servillo

Marco D'Amore

Francesco Di Leva

Juliane Köhler

Leonardo Sprengler.

GENERE: Noir

DURATA: 105 min

Die Bequemlichkeit, il vivere comodo e soprattutto tranquillo, è uno dei cardini dello stile di vita tedesco e Rosario (Toni Servillo) fuggito da 15 anni dal caos italiano ha ben assimilato questo concetto. In Germania si possono partorire dei mostri all’ombra della Bequemlichkeit: l’importante è non essere disturbati in questo sonno della ragione - (talora) - mostro.

Così vive Rosario, all’ ombra della Bequemlichkeit annullando la ragione mostruosa del passato.

Il film inizia con più inizi e con una ratio (stile) alla Gomorra, per introdurre la vita di Rosario e l’arrivo dell’ imprevisto: Diego (Marco D’ Amore) e Edoardo (Francesco di Leva) due sicari della camorra venuti in Germania ad uccidere. Zwei Italiener, due italiani, venuti a rompere la Bequemlichkeit di Rosario rinfocolando le ceneri della sua ragione mostruosa addormentatasi 15 anni prima.

La storia procede spannend, avvincente. Non sai mai dove ti porti. Intuisci il momento climatico che viene ritardato sapientemente. La tensione sale e sale anche il dipanarsi lento del rapporto difficile fra un padre (Rosario), che è fuggito dall’ Italia e sfuggito alla camorra che lo voleva uccidere e che non lo cerca più perché lo crede morto, e il figlio abbandonato (Diego).

Poi arriva il momento che die zwei Italiener devono uccidere e son lì in attesa della vittima pieni di cocaina e tremanti come due cani randagi malati di rabbia.

Rosario è lì anche, vede la scena e da quel momento capisce che anche il passato è lì, è venuto ora a riprenderselo, spietatamente, perché non gliene “fotte un cazzo” che lui sia pentito dei suoi errori.

Toni Servillo è immenso. Un toni Servillo così non l’avevo mai visto. E’ una maschera la sua faccia, che dà vita al personaggio Rosario, imprimendo tensione, sofferenza in modo istrionesco ad un sarcasmo che tenta di irridere il terrore che il passato proietta sull’ uomo Rosario: un uomo braccato che vede in pericolo la sua amatissima Bequemlichkeit e che gioca perciò le sue ultime carte uccidendo Edoardo che l’ha riconosciuto e scoperto.

Drammatico il finale, dove si scopre finalmente l’interrogativo sull’impossibilità da parte dell’ uomo di sfuggire a ciò-che-è.

Bel film. Quattro stelle.

Nessun commento:

Posta un commento