venerdì 7 gennaio 2011

CHE BELLA GIORNATA di Gennaro Nunziante


Che bella giornata

REGIA: Gennaro Nunziante




ATTORI:

Checco Zalone

Nabiha Akkari

Rocco Papaleo

Tullio Solenghi

Annarita del Piano

GENERE: Comico

DURATA: 97 min.

Checco lavora nella security di una discoteca in Brianza ma il suo sogno è di entrare nei carabinieri. Al terzo tentativo di ammissione viene però definitivamente bocciato, in virtù della sua dialettica meridiana, dell’ uomo meridiano che pensa a nord parlando come nel sud.

Grazie ad una raccomandazione di uno zio finisce a lavorare per la security del Vescovo di Milano, ma dopo un paio di episodi in cui Checco brilla per il suo pensiero meridiano viene mandato a lavorare come security alla Madünin del Duomo di Milano.

Qui viene notato da due terroristi islamici, fratello (Sufien) e sorella (Farah), per il suo modo assai terronico di fare i controlli, denudando uomini e donne poco belle ma lasciando passare indisturbate quelle belle per guardargli il culo.

Così spinta da Sufien, Farah, una ragazza araba veramente bella, cerca di adescare Checco fingendosi una studentessa di architettura. Il piano dei terroristi è infatti di far cadere il pollo (Checco) nella rete e far poi trasportare l’esplosivo da lui stesso sul Duomo fino alla Madünin per farla esplodere.

Ma come in “Cado dalle nubi” il bonismo terronico di Checco vince tutte le barriere e le insidie, soprattutto quelle del cuore.

Zalone è senz’altro il miglior rappresentante del pensiero meridiano, quello che pensa il sud con le categorie del sud, soprattutto quando è a nord. Un pensiero che rende i suoi sostenitori perfetti e in nessun modo più perfettibili. Un pensiero invincibile che rende invulnerabili anche all’integralismo musulmano per via di una dialettica nata da una secolare ricerca di identità nel frastagliato mondo dei paeselli meridionali, capace in virtù dei suoi principi cardine (la santità della mamma, la famiglia, la parentela, il piacere della tavola, i matrimoni, i battesimi, i fuochi artificiali, le raccomandazioni di tipo mafioso, i privilegi del figlio maschio, il bonismo…) di non poter essere in nessun modo messa in una posizione di inferiorità. Una dialettica forte, “maschia”, più forte della volontà di conquista e di vendetta dell’integralismo islamico.

La comicità di Zalone è dunque antiterroristica perché respira la gioia di chi nasce sulle rive del mare Mediterraneo e vive della semplicità animalesca degli istinti (e Zalone è un comico animale, per istinto).

E’ una comicità, la sua, di un’imbecillità sublime e soprattutto di un’animalità primaria che viene fuori evidente dalle battute (il fratello terrorista telefona a Farah per avvertire che l’esplosivo per l’attentato è arrivato ed in codice dice “Il bagno è libero”, ma al cellulare di Farah per puro caso risponde Checco con un “allora vai a cacare”!).

Onestamente era dal 2009, da quando ho visto “Cado dalle nubi” che non ridevo così. E ridere fa bene, ti porta via da tutti i problemi, anche da quelli fisici (per un po’, almeno).

Per la sua sublime imbecillità 4 stelle!

Nessun commento:

Posta un commento