lunedì 21 gennaio 2013
La democrazia va ripensata secondo i modelli dei nuovi mondi
Ci hanno fatto credere che la democrazia (all'americana) sia la miglior forma di governo. Ma se la democrazia alla fin dei conti impone la volontà dell' 1% rispetto a quella del 99% a chi/che serve QUESTA democrazia?
Certo è che la logica di Un Mondo Solo (The Logic Of One World) non è piu' funzionante. La democrazia di stampo occidentale (americana) mostra ormai tutti i suoi limiti. E non è più un modello esportabile.
Nuovi mondi emergono in modo prepotente per motivi diversi: Cina ed India, per l'economia. I Paesi Arabi, per le "Primavere" i movimenti islamici al potere e il terrorismo.
Le democrazie europee hanno ora la possibilità di imparare da questi Nuovi Mondi i correttivi (soprattutto di ordine morale e di visione a lungo periodo per il raggiungimento dell'obiettivo per il bene comune) per ripensare il modello e autocorregersi.
Ovviamente la rifondazione del modello in base ai correttivi non può che avvenire che per una spinta dei cluster che provengono dal basso, poiché i cluster eugenetici (capitalismo e classe politica) che comandano dall'alto non hanno interesse ad autocorregersi a meno che il modello capitalista non presenti evidenti segni di affaticamento speculativo e si trovi costretto perciò a imporsi nuovi sistemi di guadagno ( comunque pur sempre totalmente disgiunti da qualsiasi visione morale ed etica) .
domenica 9 dicembre 2012
Die historische Entwicklung ist nicht zufällig, sondern ist Manifestation des objektiven Geistes
Che cos' è lo Spirito storico? E' il trend, la direzione del momento storico che è l'elemento che muove il soggetto con i suoi impulsi. Mai è il soggetto individuale a muovere gli impulsi prodotti dallo Spirito oggettivo del momento storico ma sono gli impulsi prodotti dai movimenti direzionali prodotti/generati dallo Spirito del tempo a muovere il soggetto: come il musicista produce i movimenti sullo strumento che l'armonia gli impone.
Ecco perché in momenti di crisi come l' attuale i sentimento generali sono quelli dell'isolamento, scoraggiamento, depressione, sfiducia...ed egoismo per la sopravvivenza dell'Io in sé.
Le dinamiche dello Spirito del tempo causano i sentimenti generali del tempo.
mercoledì 31 ottobre 2012
L' ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI - Considerazioni attuali
Cos’è il reale?
Gli scrittori giapponesi ci
insegnano che toccare una superficie è mettersi in contatto con una struttura
profonda che corre parallela ma invisibile.
Se tocco una tazza da tè che da
generazioni appartiene alla stessa famiglia entro in contatto con un corridoio
che porta diritto dal primo all’ultimo membro che usò quella tazza. Se tocco un seno palpitante caldo e sanguigno
posso presentire il fondo freddo della morte che alberga in quel corpo vivo di
donna. Se guardo un arcobaleno percepisco l’arcano della felicità.
Cos’è l’essere umano?
Oggi l’essere umano vive nei
cluster. La sua individualità avviene all’interno delle relazioni dei cluster.
L’essere umano si riduce ad una sfera di metallo senza più protezioni narrative
che lo riparavano dagli urti e in virtù di quelle coperture si proteggeva con
uno schermo connettivo che indirizzava selezionava e attraeva le relazioni e le
creava.
Oggi l’essere umano è privo di
quelle protezioni narrativo-connettive, in quanto è privo di ideologie, di
senso culturale, di formalitates (galateo, ruoli sociali e di genere…) e perciò
è liquido e tutto conchiuso in sé e e si riduce ad una monade sferica trasparente liquida
ed asessuata in un mondo di nudi e sesso sbattuti in faccia. Non c'e' piu'
mistero ne' magia ne' attrazione dei sessi opposti che vada al di la' di un
mero (s)contrarsi cozzarsi copularsi in modo talmente transparente che vedersi
e incontrarsi fra un uomo ed una donna e' meno interessante che vedere e
incontrare i membri piu' vicini del cluster in cui momentaneamente fluttuiamo.
Per questo non sentiamo più, non percepiamo più le strutture
parallele degli scrittori giapponesi. Non sappiamo ascoltare perché tutto è
visuale, tutto deve essere afferrato nell’istante del cozzo, dello scontro e
della copulazione. Tutto si esaurisce in quell’atto di effusione liquida. Non
c’è più lo schermo che impediva una visualizzazione immediata e ci induceva
all’ascolto
lunedì 29 ottobre 2012
Space Oddity
"Una societa' che permette a me e Lou Reed di imperversare
E’ una societa' che va alla deriva e prima o poi sprofondera’ " (David Bowie)
La mia mente ha preso il volo
Un pensiero, uno solo
Io cammino mentre dorme la città
I suoi occhi nella notte
Fanali bianchi nella notte
Una voce che mi parla chi sarà?
Dimmi ragazzo solo dove vai,
Perché tanto dolore?
Hai perduto senza dubbio un grande amore
Ma di amori e' tutta piena la città
Si era addormentato sulla
spalla di Kenneth, il suo produttore.
Aveva chiuso gli occhi subito
dopo la partenza.
Il viaggio da Malta a Roma lo
aveva stancato.
Sì era addormentato sulla
spalla di Kenneth d’improvviso ed era caduto in un sonno profondo che nemmeno
le scosse dell’autobus disturbavano.
Poi aveva cominciato a
sognare.
In sogno gli era apparso un
uomo che si perdeva in una città. Una città piena di dolore. Una città sola
dove non c’era nessuno.
Nel sogno aveva volto gli
occhi al cielo e si era sentito sollevare su verso l’alto verso i suoi spazi infiniti.
Ed era felice mentre saliva su verso la luce chiara della luna e vedeva la
sagoma della città infelice rimpicciolirsi sempre più…sulla luna ad aspettarlo
vide che c’era qualcuno…c’era Angie…
L’autobus ebbe un sobbalzò.
L’autista aveva frenato troppo bruscamente.
David si riscosse e con lui Kenneth
che pure si era addormentato..
David guardò fuori dal
finestrino. Vide che l’autista del pullman si era fermato in una piazza
dall’aspetto lunare e stava parlando con qualcuno. Forse cercava di farsi spiegare
dove fosse l’Hotel Reale in cui avrebbero alloggiato.
Fuori del bus era ancora buio
ma il sole cominciava a manifestarsi.
Finalmente erano arrivati.
Sei ore di autobus li aveva distrutti.
Si era incazzato quando era arrivato
con tutti gli altri a Roma ed aveva saputo che avrebbero dovuto fare sei ore di
bus per arrivare in questa cittadina della Toscana dall’aria bizzarra sotto
l’effetto di un’alba appena cominciata.
Lo colpì quella piazza. grande
e selenica con al centro una chiesa, il punto di riferimento di tutta la piazza
quasi fosse una torre di controllo
Ground control to major Tom
Era come un monolite al
centro della luna che indicasse una zona d’atterraggio
Now it's time to leave the capsule if you dare
-
David! Ehi David!
Mi senti? Ma che stai pensando?
David si era soffermato sulle
scalette dell’autobus ad osservare rapito la visione di quella chiesa, quasi
fosse un monolite davanti a lui, appena dorato dai primi raggi del sole come
nell’alba del primo giorno sulla terra.
Quella voce lo distolse dalla
visione.
Era una voce che conosceva.
Si voltò verso la voce e si
trovò davanti Angie.
-
E’ bello vederti
Angie- disse David con un sorriso. E le diede un bacio – ma come hai fatto ad
arrivare qui prima di noi?
-
Sono venuta con
una macchina a noleggio da Firenze. Ero lì da due giorni, da amici. Immaginavo
che sareste arrivati prestissimo. Ho controllato gli orari dei voli di arrivo a
Roma da Malta. Sull’autostrada da queste parti ho visto davanti a me un pullman.
Vi ho riconosciuto e vi ho seguito. Diciamo che è stata una bella fortuna
incontrarvi così per caso
David era contento. Ce
l’aveva fatto a raggiungerlo. Finalmente avrebbe scopato.
Da Malta dove si trovava per
il festival della Canzone le aveva inviato un telegramma
TOWN MONSUMMANO
TERME 30TH SMALL TOWN TWO HOTELS LOVE BOWIE
Angie era diretta a Cipro a
trovare i suoi genitori e aveva deviato per lui.
L’attrazione sessuale verso
David era forte. E di questo David si sentì lusingato.
Era la compagna fissa di
David Angie. L’aveva conosciuta che lei aveva appena diciannoveanni.
Ehi Kenneth! Hai visto chi
c’è? C’è Angie!
-
Hello Angie. What a nice surprise!
-
Hello Kenneth
Non si piacevano molto in
realtà Angie e Kenneth. E per questo il saluto fu un po’ freddino.
-
Hey! avete
sentito che qui c’è una famosa grotta? Una specie di sauna naturale. Pare che
faccia molto bene. Soprattutto bere le sue acque…abbiamo un paio d’ore libere
prima di andare al teatro per le prove Facciamo il check in all’ hotel e poi
andiamo là…che ne dite?
-
Grande idea Kenneth.
Magari ci togliamo di dosso un po’ di stanchezza. Tu che ne dici Angie
-
It sounds good
guys
Take your protein pills and put your helmet on
-
Kenneth
io vengo in macchina con Angie all’Hotel. Ok?
-
Ok David see you there blokes!
Dentro la grotta
c’era un atmosfera di un altro mondo. Forse era l’effetto delle luci. Forse gli
anfratti stessi della grotta. Pareva che in quelle rocce concretatesi nei
secoli fossero incubati esseri dall’aspetto deforme, racchiusi in gusci pronti
a dischiudersi da un momento all’altro a causa del calore che illanguidiva
l’aria..
In quella grotta
gli pareva di essere dentro l’utero di un asteroide che viaggiasse nello spazio
verso una destinazione sconosciuta. Ebbe da subito quella sensazione. Appena
entrato.
Il caldo. Le stalattiti.
I colori alieni che le luci causavano illuminando le pareti, le forme
plastiche…
Si respirava
un’atmosfera di eterna incubazione.
the stars look very different today
Gli pareva di
aprire una porta e di perdersi nello spazio
infinito
This is major Tom to ground control, I'm stepping through the door
And I'm floating in a most peculiar way
And the stars look very different today
Una mano lo
toccò. Era quella di Angie che gli sedeva sulla sedia a sdraio accanto. Lo
riportò sulla terra da cui si era staccato ed osservava da lontano.
Tell my wife I love her very much, she knows
Si ricordò che
nessuno ce la faceva a vivere con lui. Tutti dopo un po’ scappavano.
Angie era l’unica donna che
riusciva a sopportare più di una settimana.
Angie lo strinse a
sé e lo baciò.
Davide corrispose
al bacio. Poi si ritrasse e la osservò da una certa distanza.
-
Perché
mi guardi così David?
-
Angie…
-
Sì?...
-
Ma ti
sei mai accorta che tu ed io ci assomigliamo tantissimo? Sembriamo quasi due
replicanti
-
???
Era bionda. Alta.
Con un volto lungo come il suo. Filiforme come lui. Lo stesso tipo di naso e
labbra più o meno uguali: sottili. Anche lo stesso taglio di capelli. Forse era
per quello che stavano insieme.
Una volta David
voleva stare con una ragazza.
-
Perché
non ci mettiamo insieme io e te? – le aveva chiesto
-
Abbiamo
qualcosa in comune? - gli aveva risposto quella ragazza. E difatti non si erano
mai messi insieme
Angela l’aveva
conosciuta che lei aveva diciannove anni.
Uscivano con lo
stesso ragazzo. E alla fine si conobbero. Avevano un flirt in comune. E da
allora erano divenuti inseparabili. Avevano molto in comune soprattutto nel
corpo. Riconosceva in lei l’alieno che c’era in lui.
Ma
indipendentemente dall’uno e dall’altra l’alieno che era in loro li aveva
spinti a concedersi di nuovo a quel ragazzo in comune.
Forse era per
questo che riuscivano ancora a fare coppia: erano perfettamente simili. Troppo
simili per amarsi però.
David era stato
innamorato una sola volta ed era stata un’esperienza terribile. Si era sentito
come se fosse stato malato. Era completamente svuotato, anchilosato, stordito.
Una condizione veramente odiosa. Per lui l’amore fu veramente una condizione
odiosa. Aveva provato di tutto: ansia, stordimento, rabbia, gelosia…tutto
tranne che amore…
-
Stavo
pensando al major Tom…
-
Major
Tom? Who’s this guy?
-
He
was floating in the space…era uscito per una passeggiata nello spazio e ha
perso contatto con l’astronave Here am I
floating round my tin can far above the moon….mi sta venendo in mente le
parole di una nuova canzone…ho come delle visioni. Dev’essere questa città.
Soprattutto dev’essere questa grotta. Mi sembra di essere nell’utero un
asteroide che viaggia nello spazio ad una velocità pazzesca. O forse è la
schizofrenia che c’è in me. Io Angie quand’ero piccolo son passato dal ghetto
nero di Brixton alla campagna con le fattorie…e questi contesti così diversi mi
hanno segnato come schizo…o forse è la pazzia, la follia che è nei geni della
mia famiglia. Siamo una famiglia di folli Angie. Siamo tre figli illegittimi…mio
fratello è pazzo …mio padre ha sempre fatto il possibile per non
lavorare…follia e genio? Mi piacerebbe che fosse così Angie…
Angie lo abbracciò tirandolo a sé.
-
Ti
manco quando non ci sono David?
-
A lot
Angie! A lot! – e la baciò. Ma mentiva e lo sapeva. Quello che gli mancava di
lei quando non c’era era il suo corpo. Il sesso con lei. Era malato di sesso.
Aveva bisogno continuo di sesso, come una belva che ha bisogno di carne quando
ha fame. Lui aveva sempre fame. A Soho
andava spesso al Marquee quando aveva voglia di scopare. Lì ci andavano tutti i
musicisti a far finta di parlare di musica ma in realtà ci andavano per scopare.
C’era dei pezzi di fica notevoli e spesso calavano in città turiste che venivano
apposta al Marquee solo per farsi chiavare da qualche musicista di
rhytm’n’blues. Quando ci suonava passava la serata col cazzo duro: soprattutto
d’estate quando davanti a lui c’erano tutte quelle fighe con certi coscioni
tosti che lo arrapavano come un cavallo…
-
-
Saranno
i tempi David – disse Angie
-
What
do you mean? – un po’ seccato per essere stato interrotto nella sua eccitazione…
-
Non
sai che gli americani stanno preparando lo sbarco sulla luna. So, you are sort
of symphatetic…
-
Sort of time perception? Geistzeit?
-
Sort
of…
Kenneth era preoccupato
da quando erano entrati in sala per registrare. Quei tre musicisti che gli
aveva fornito l’organizzazione del Festival del Disco non gli ispiravano
fiducia.
Lui la gente la
vedeva lontano un miglio.
Erano fake. E difatti non potevano accompagnare
David. Non sapevano nemmeno leggere la musica.
-
OK David it won’t be a problem. Ne abbiamo risolti altri a Malta. Ce l’hai
la pista con te no?
-
Sì.
L’ho portata
-
Bene!
Allora tu fai le prove su quella. Io mi do da fare per trovare qualcuno che ti
accompagni
Mentre David
provava accompagnandosi con la pista Kenneth passò in rassegna tutti i
cantanti. Sì fece dire che sapevano fare.
Scoprì che molti
di loro sapevano suonare uno strumento.
Thank God! Anche
se non sarebbe stato il massimo almeno un gruppo per accompagnare David lo
avrebbe messo insieme.
Difatti per la
sera Kenneth aveva messo insieme un
gruppo che avrebbe potuto accompagnare abbastanza bene David con la sua When I live my dream.
Kenneth era
soddisfatto del proprio lavoro. Gli ci erano volute quasi sei ore di lavoro
frenetico per mettere insieme quel dannato gruppo. Ora tutto era pronto.
Aveva anche
saltato il pranzo e perciò decise di recarsi al bar per prendere qualcosa da
mangiare.
Mentre
attraversava la hall dalle scale stavano scendendo David e Angie, che si erano
già preparati per andare a teatro.
Fuck! Erano uno spettacolo. Fucking amazing!
A Kenneth passò
di colpo la fame e si fermò a guardarli.
Prima si andava
ripetendo I am famished! I am famished!
Ora l’unica cosa
che riusciva a ripetere era Holy shit!
Holy shit! Fuck! Fuck!
Fra i due non
sapeva chi fosse la ragazza.
David aveva quei
suoi famosi capelli da alieno rossi con un abbondante ciuffo a spazzola e
lunghi fino alle spalle.
Indossava una
tunica bianca, con maniche lunghe ed ampie, che appena gli copriva i glutei e
poi degli stivali alti, anch’essi bianchi,
fino al ginocchio. Aveva il volto completamente truccato. E con un sorriso
terribilmente sexy.
Era bellissimo.
Un androgino perfetto. A perfect fucking
whore!
Kenneth quasi ne
fu eccitato a vederlo. Aveva delle cosce muscolose e tornite che fuoriuscivano
dalla tunica che erano uno schianto.
Di sicuro avrebbe
mandato in estasi il pubblico e soprattutto le ragazzine che anche se non
sapevano chi fosse era tutto il giorno che gli correvano dietro per Monsummano.
Angela gli stava
sulla sinistra.
Aveva dei capelli
biondo platino un po’ sullo stesso taglio di David. Indossava un abito bianco
lungo fino ai piedi che le lasciava scoperte tutte le spalle e buona parte
della schiena e metteva in evidenza un audace decolté.
L’abito era così
trasparente che si vedeva benissimo che Angela indossava nient’altro che un
paio di slip.
Tutti nella sala
tacevano e guardavano i due scendere lentamente le scale.
Sembrava una
strana coppia di pervertiti che si recasse all’altare nuziale.
When I live my dream, I'll take you with
me
Riding on a golden horse
We'll live within my castle, with people
there to serve you
Happy at the sound of your voice
Happy at the sound of your voice
Baby, I'll slay a dragon for you
Or banish wicked giants from the land
But you will find, that nothing in my
dream can hurt you
We will only love each other as forever
……
When I live my dream, I'll forget the hurt you gave
Then we can live in our new land
Till the day my dream cascades around me
I'm content to let you pass me by
Till that day, you'll run to many other men
But let them know it's just for now
Tell them that I've got a dream
And tell them you're the starring role
Tell them I'm a dreaming kind of guy
And I'm going to make my dream
Tell them I will live my dream
Tell them they can laugh at me
But don't forget your date with me
When I live my dream
Quando cantò quella canzone sul palco con lo stile lento di Ragazzo solo, Ragazza sola la gente lo
guardava come se vedesse sul palco la reincarnazione di Shelley il poeta
inglese che aveva colpito i cuori degli italiani più di un secolo prima e che
era annegato nella vicina La Spezia e le cui ceneri erano sepolte a Roma come
quelle di Keats.
Si muoveva in una maniera nuova sul palco. Dopo Janis Joplin
qualcuno portava uno stile nuovo sul palco, quello di un aristocratico alieno.
Lui si definiva una capra belante ma che sapeva portare finzione
sullo stage. Si considerava il precursore di una nuova scuola di impostori. Ma
gli riusciva naturale perché quella era la sua natura. Fingeva fuori quello che
era dentro.
Era il suo modo di essere generoso, fingeva fuori quello che era
dentro e lo metteva a disposizione del prossimo, come il più grande degli
impostori.
I suoi occhi lo avevano
fatto passare per un alieno. L’occhio destro non aveva lo stesso colore del
sinistro.
Era il segno del suo essere di un altro
mondo che trovava conferma. E lo spirito alieno era lo spirito che lo aveva
guidato fin dall’inizio.
Finalmente i suoi sogni prendevano forma.
Dopo anni di sole speranze.
E sentiva la forza del suo successo in una
natura che abitava in lui.
Il desiderio è un grande motore e il
desiderio l’aveva spinto ad essere quello che aveva voluto.
Era questa la natura dell’Essere? Il
desiderio?
Anche gli animali provano desiderio.
Era dunque lo spirito animale che lo
spingeva avanti?
Guardò Kenneth,
il suo producer. Era a braccetto con Francesco Figueras, il delegato spagnolo.
-
Kenneth
come ti ho anticipato – stava dicendo Figueras a Kenneth – il tuo cantante ci
ha impressionati notevolmente. E’ bravissimo…peccato per l’accompagnamento…
-
Lo so
Francesco…but you know that…this is not our fault this is yours…ci avete
mandato dei disgraziati che nemmeno sapevano leggere la musica
-
…comunque
Kenneth noi siamo stati impressionati dalla sua cordialità e dalla sua
indiscussa bravura e per questo abbiamo creato un premio speciale per lui.
Vorremmo perciò premiare la sua canzone When
I live my dream con un premio speciale della giuria…
Kenneth si voltò
verso David che aveva sentito tutto e alzò l’indice ed il medio in segno di
vittoria.
-
Si sentiva ambizioso lui? No, non era
ambizioso. Aveva dentro qualcosa che doveva portare fuori. Lo chiamava
desiderio. La voglia di esternare la sua vera natura lo aveva portato su quel palco
a vincere il suo primo premio. In un paese della Toscana dalla natura strana
nel quale con ogni probabilità mai più vi sarebbe ritornato.
Ma qui aveva capito una cosa importante:
che ce la poteva fare.
Che doveva semplicemente essere quello che
si sentiva di essere per farcela.
Che le visioni che aveva erano quelle
giuste. Che il suo genio e follia erano quelli giusti.
Che ora era il momento
Che la carne fresca, la gioventù,
l’ingenuità erano le armi che lo rendevano immortale: Che poteva truccarsi, vestirsi
e danzare sul palco con quella sfrontatezza ed ambiguità che Lindsay Kemp gli
aveva insegnato:libera il demone e l’angelo che c’è in te.
E così avrebbe fatto finché il sangue le
ossa, i muscoli, i tendini e la carne
gliel’avessero permesso.
Ora era il suo tempo.
Era uno splendido e perfetto fucking
animal. A fucking piece of meat!
Making love with
his ego Ziggy sucked up into his mind
sabato 7 luglio 2012
La delusione di aver creduto in un Dio falso
"Poiché quel che è distrutto patisce, e quel che distrugge non
gode, e a poco andare è distrutto medesimamente, dimmi quello che nessun
filosofo mi sa dire: a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell’universo,
conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongono?"
Questa è la domanda dell'Islandese alla crudele Natura che il Leopardi mette in bocca a quest'ultima ma alla quale non risponde e fa scomparire l'Islandese che cercava il distacco e la lontananza dal dolore.
Quante persone hanno sulla coscienza i preti per aver loro tramandata l'immagine di un Dio falso e bugiardo all'Uomo?
Di quale Dio ci hanno parlato? Di un Dio buono e misericordioso. Ma dov'è questo Dio? Dappertutto vi è sofferenza, sfruttamento, dolore, malattia e morte.
Nessuno vede questo Dio, o almeno solo a pochi è concesso. E' quello il Dio che fa i miracoli ma ammette il dolore e la malattia in attesa di un miracolo, se mai ci sarà? Ma che Dio è questo?
Il Demonio è l'antagonista del Dio. E se invece il demonio fosse il vero volto della natura crudele (del Leopardi) che in tutto testimonia l'assenza di un Dio e soprattutto la falsità del Dio che ci ha tramandato la religione?
Se un Dio c'è, forse allora è un Architetto. Un Fattore. Un Dio diverso da quello che le chiese ci insegnano e ci imbrigliano a credere.
Quel Dio non esiste. E se quel Dio è Cristo nei termini che ci hanno insegnato a credere allora quello è un falso Dio.
E lo dico con amarezza, con delusione. L'ho cercato per tutta la mia vita quel Dio buono e misericordioso per scoprire alla fine solo una natura crudele che è "un perpetuo ciclo di produzione e distruzione, collegate ambedue tra se di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo; Il quale sempre che cessasse o l'un o l'altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione"
Questa è la domanda dell'Islandese alla crudele Natura che il Leopardi mette in bocca a quest'ultima ma alla quale non risponde e fa scomparire l'Islandese che cercava il distacco e la lontananza dal dolore.
Quante persone hanno sulla coscienza i preti per aver loro tramandata l'immagine di un Dio falso e bugiardo all'Uomo?
Di quale Dio ci hanno parlato? Di un Dio buono e misericordioso. Ma dov'è questo Dio? Dappertutto vi è sofferenza, sfruttamento, dolore, malattia e morte.
Nessuno vede questo Dio, o almeno solo a pochi è concesso. E' quello il Dio che fa i miracoli ma ammette il dolore e la malattia in attesa di un miracolo, se mai ci sarà? Ma che Dio è questo?
Il Demonio è l'antagonista del Dio. E se invece il demonio fosse il vero volto della natura crudele (del Leopardi) che in tutto testimonia l'assenza di un Dio e soprattutto la falsità del Dio che ci ha tramandato la religione?
Se un Dio c'è, forse allora è un Architetto. Un Fattore. Un Dio diverso da quello che le chiese ci insegnano e ci imbrigliano a credere.
Quel Dio non esiste. E se quel Dio è Cristo nei termini che ci hanno insegnato a credere allora quello è un falso Dio.
E lo dico con amarezza, con delusione. L'ho cercato per tutta la mia vita quel Dio buono e misericordioso per scoprire alla fine solo una natura crudele che è "un perpetuo ciclo di produzione e distruzione, collegate ambedue tra se di maniera, che ciascheduna serve continuamente all'altra, ed alla conservazione del mondo; Il quale sempre che cessasse o l'un o l'altra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione"
lunedì 21 maggio 2012
L'essenziale è invisibile agli occhi
Se questo è mio padre non
voglio essere vecchio. Se questa è mia madre non voglio essere vecchio.
Is God dead? Ha titolato Time.
Certo è assente.
Vedere la carne disfarsi così
è segno della sua assenza. Assenza totale o totale indifferenza verso di noi.
Le bombe hanno ripreso ad
esplodere in questo paese. Il terrorismo è come Dio: si era assentato. Ma il
terrorismo è ritornato però. Dio no. Dio permane lontano e indifferente da
questo paese. Da molti paesi di questo mondo.
E’ un altro compleanno. Un
altro 20 maggio che arriva della mia misera esistenza. E fra poche ore se ne
andrà come la vita dei miei genitori, che precederanno la mia dipartita se tutto
sarà come natura stabilisce.
Li guardo. Se ne stanno a
tavola davanti a me e mangiano muti. Anche mangiare gli è diventato una fatica,
un peso che si aggiunge ad altri pesi.
E non posso fare nulla per
fermare i giorni. Li posso solo osservare che passano, posso solo soffrire e
subire. Nient’altro mi concede l’indifferenza del Dio assente. Posso solo
sperare che l’imprevisto mi venga a salvare prima che la morte mi annienti .
Le bombe a Brindisi hanno
ucciso una ragazzina di sedici anni. Melissa. Un bel sorriso. Gioia di vivere e
tanti ormoni dentro di lei che la facevano sognare e sperare in quei futuri
immaginati e sperati che solo un essere ingenuo è degno di sognare.
Ma forse è meglio morire
così. Amati anche nella morte come si è stati amati nell’ardore della vita
dagli amici che darebbero il cuore e la vita per te perché la vita ancora non
li ha segnati. L’ingenuità ha un effetto protettivo dai mali del mondo.
Meglio morire così che
spengersi poco a poco in una vecchiaia ignominiosa
Beppe Grillo dal suo sito
oggi dice che c’è un complotto. Che non può essere una coincidenza perché ha
smesso di credere alle coincidenze dal giorno che ha visto Andreotti in tv.
-
…da tempo ci si
aspettava una bomba come questa, era nell’aria elettrica come prima di un
temporale – ha concluso
-
I miei genitori ascoltano e
non dicono più. Mia madre tace. Guarda la tv con un volume allucinante. E’
quasi sorda e vede quasi nulla. Siede e
dorme tutto il tempo sotto il rombo di una tv onnipresente.
Mio padre fa la spesa, cucina
e lava i piatti, pulisce la casa e legge il giornale tutti i giorni. Il
giornale che io compro con la scusa che mi devo tenere informato sui fatti
della politica, ma che in realtà compro per lui perché non si stacchi
definitivamente dal mondo.
Hanno la loro pensione e per
ora, nonostante l’IMU e il governo Monti, un governo di sanguisughe e vampiri,
riescono ad arrivare in fondo al mese senza troppe difficoltà.
Avrò io la pensione?
La mia migliore pensione sarà
una pallottola sparata dritta a una tempia. Non vedo via d’uscita.
Cerco un senso nelle cose. Un
senso che non c’è.
Il mondo sembra accompagnare
questo assurdità di vita. Dopo la bomba di Brindisi stanotte c’è stato anche un
terremoto con epicentro in Emilia Romagna.
La mia camera stanotte
vacillava e l’armadio stava quasi per cader giù. Mentre tutto tremava non
sapevo che fare e così sono andato in bagno a fare la pipì. La lampada
oscillava che pareva un pendolo. Io la guardavo e non provavo nulla e stavo
seduto sul water.
La porta di camera dei miei
genitori era aperta e dormivano beati.
Nemmeno il terremoto li
riguarda ormai.
Ho incontrato Anna questo
pomeriggio per prendere un caffè insieme. Siamo finiti in una delle poche
pasticcerie aperte la domenica pomeriggio, squallida come la mia vita.
Le ho detto che voglio
spararmi non appena che ne trovo il coraggio.
-
Non ne vale la
pena – mi ha detto – non è la soluzione. Devi vivere la vita fino in fondo
-
Come posso se non
trovo più un motivo per farlo?
-
Non lo so. Lo
devi trovare
Vorrebbe che le scrivessi un
libro. Il libro della sua vita
-
Ma hai fatto una
vita normale. Non è molto interessante
-
Ma come normale?
Con tutti i patimenti che ho avuto…
-
D’accordo ma non
hai certo fatto l’agente segreto o il killer…insomma non mi pare una storia
molto vendibile
-
Ma tu porteresti
alla gente la storia di una persona normale che ha sempre creduto
nell’ottimismo della vita. Dovrebbe essere una storia di ottimismo
-
Questo è già
interessante…anche se le tragedie fanno vendere di più…comunque quando inizio a
scrivere un libro parto da un’idea che man mano mi porta ad indagare la realtà.
Scrivere diventa un approfondimento di un’intuizione iniziale. Io ho sempre
odiato la politica e non ho mai provato interesse per l’economia. Il libro che
sto scrivendo ora mi ha costretto a entrare in questi ingranaggi…non saprei che
idea legare alla tua storia…non ho niente che mi stimoli a scriverla
Poi ho cambiato discorso e le
ho detto che anche se vivo solo non sento la mancanza di una donna vicino a me.
Che mi manca il sesso, quello sì (quando ho detto “mi manca il sesso” i suoi
occhi si sono infiammati da dentro un’ombra scura).
La sera mi son messo a
guardare il nulla. E mi ha parlato. Non ho ben capito che mi ha detto. Se avessi
capito non sarebbe stato il Nulla a parlarmi.
Eppure il Nulla ha la sua
lingua. Devi solo imparare a parlare quella lingua per capirla.
Mi ha parlato (ma l’ho capito
il giorno dopo, dopo una lunga riflessione) di incorporei. Mi ha detto che per
esserci un corpo dev’esserci un incorporeo. Alla base della vita ci sono gli
incorporei che non sono sottoposti alla disgregazione della materia.
Non mi vedo come incorporeo.
Eppure se il Nulla ti parla non può mentirti altrimenti perché avrebbe dovuto
parlarti?
Sarà che non vedo il senso
della vita perché non percepisco l’incorporeo che ne sta alla base?
Poi il Nulla ha cambiato
discorso e ha cominciato a parlare di Aldo Moro. Mi ha detto che la sua morte
fu assurda come tutti gli omicidi dagli anni Sessanta in poi.
Che senso hanno avuto?
Il senso dell’Odio, mi ha
risposto il Nulla. L’ Odio è la condizione dell’uomo avrebbe detto Sartre.
Il Nulla conosce anche
Sartre?
Mi ha citato questa frase:
Per condizione essi [i pensatori]
intendono
Con maggiore o minore chiarezza
L’insieme dei limiti a priori
Che delineano la situazione fondamentale
Dell’Uomo nell’universo
Era Sartre quello?
Il Nulla ha taciuto risentito
e non mi ha più parlato.
Son dovuto ritornare alla mia
situazione al mio insieme di limiti a priori che delineano la mia situazione
fondamentale nell’Universo.
Sarà incorporeo l’apriori?
Con quell’interrogativo mi sono
addormentato.
Un giorno avevo sperato che
dall’alto dei cieli venuti da un altro mondo esseri di un altro pianeta
venissero a rischiarare questi limiti.
Ma ora non ci spero più e mi addormento. E forse sarà per sempre.
mercoledì 16 maggio 2012
Antonio Skármeta "Los días del arcoíris" (Planeta, 2011)
El libro está escrito en una
atmósfera que ya no estamos acostumbrados a respirar en Europa y Antonio Skármeta
conduce al lector a una Santiago fría y no democrática, donde una lluvia helada
y constante imbuye los huesos de los ciudadanos con la opresión política de Pinochet.
Los personajes son gente humilde y
casi básica. Viven como comen y respiran: comen italiano, quieren a Italia (
una esperanza para muchos de ellos) y respiran una vida gris: la única vida que
el dictador Pinochet concede y que es
la única posible para cada uno de ellos.
A pesar de esta atmósfera suburbana
ysubhumana el libro va en una continua búsqueda de color para intuir la esencia
de la vida, que la democracia podría representar y que sin embargo
probablemente nunca representará porque la democracia es en realidad solamente
un ajuste (compromiso) entre el pasado y el presente, entre lobbies y
ciudadanos y a raíz de eso la libertad y la felicidad nunca serán inherentes a
la misma naturaleza de la democracia.
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