
lunedì 11 aprile 2011
Aboliamo la casta & usciamo dalla UE

sabato 9 aprile 2011
GOODBYE MAMA di Michelle Bonev

Goodbye Mama
REGIA: Michelle Bonev
ATTORI: Michelle Bonev, Licia Nunez, Tatyana Lolova, Nadia Konakchieva, Marta Yaneva.
GENERE: Drammatico
DURATA:
Inizio triste ma che ancora fa sperare.
In sottofondo la voce della figlia che legge la lettera alla propria madre: ovunque ci troveremo resteremo sempre madre e figlia. Anche se non ci siamo mai amate..
La speranza continua.
Neve. Foresta. Una bella ragazza scende da una corriera e si inoltra tra la neve attraverso la foresta.
Il luogo è impervio.
Allegoria?
Raggiunge un palazzo che all’apparenza ti lascia indeciso fra un hotel in disuso o un ospizio malandato.
Nessuno. La ragazza si china ad una finestrella che dà su uno scantinato e vede dei vecchi malconci maltrattati da infermiere SS.
Lei cerca la nonna Maria.
La direttrice carceriera che la sgama alla finestrella le domanda che stia cercando.
Cerco la nonna risponde la ragazza. Nessuno viene mai qui a cercare i vecchi le risponde
Cambia scena. Vediamo la bella e crudele Jana figlia di Maria cercata dalla nipote nelle scene precedenti, quando 5 mesi prima aveva portato la madre Maria all’ospizio/lager con la speranza che venisse maltrattata a sufficienza e morisse presto per ereditare il suo appartamento.
Quell’ ospizio è un luogo per far diventare i vecchi cadaveri che camminano. Gli danno da mangiare solo maccheroni con uova avariate per farli vomitare e morire presto.
Così parte la storia (che presto però fa capire di essere un mattone peso che ti arriva sullo stomaco) fra flashback che ci parlano della crudele Jana, e dell’infelice vita delle figlie di Jana (e nipoti della nonna Maria) sotto le grinfie della perfida genitrice (che ricorda – e non molto vagamente – Grimilde, la matrigna cattiva di Biancaneve).
Le nipoti vogliono ora togliere la nonna dalla patria potestà della madre per portarla sotto la loro e salvarla dall’ospizio lager, dove è destinata a morte certa.
E’ un film dove i personaggi non sono personaggi ma caratteri, caricature. Gli attori sembrano usciti da un patetico film di Bollywood: non interpretano un ruolo ma un carattere: o buoni o cattivi (senza sfumature). E’ un film pateticamente etnico come i film di Bollywood, un melodrammone noioso e insopportabile, permeato da un realismo socialista preso forse a prestito dalla cinematografia britannica e da un’idea di un giustizialismo della nemesi che lo rende indigesto.
Una regia ed una recitazione schematiche e primitive, lontane dal vero cinema contemporaneo moderno, senza una minima capacità di analisi dei personaggi.
Godibili solo le musiche.
Voto: 1 stella e mezzo.
C'E' CHI DICE NO di Giambattista Avellino

C'è chi dice no
REGIA:
ATTORI: Luca Argentero, Paola Cortellesi, Paolo Ruffini, Myriam Catania, Claudio Bigagli.
GENERE: Commedia
DURATA: 95 min
Si comincia subito con una stupenda immagine su Firenze ripresa da Piazzale Michelangelo. E si vede la città con Ponte Vecchio al centro nella sua sontuosa bellezza.
Il film si svolge infatti a Firenze. In un grande giornale di Firenze (
Firenze è dunque come la mela di Biancaneve, ci dice il film, bella fuori ma avvelenata dentro. Avvelenata di nepotismo, come tutta l’Italia. Ovvero i meritevoli, quelli bravi non vanno avanti, non fanno carriera. Se sei figlio di un ferroviere non vai da nessuna parte, se invece sei figlio di…”un barone” per esempio, allora fai carriera con la raccomandazione o “segnalazione”, truccando i concorsi o facendo le scarpe a chi è più bravo di te.
E così i bravi ma non raccomandati si riducono a lavorare per una miseria e a fare i precari a vita eterna in attesa di un’ assunzione che non arriverà mai. E la loro vita personale sarà pure complicata dai problemi che si tirano dietro a causa del precariato. Questa è la storia di Massi (Luca Argentero), giornalista di talento che mai viene assunto, Bazzoni (Paolo Ruffini) docente di diritto penale (il cui ufficio all’università è nel cesso – il che potrebbe parere una boutade da film ma invero non è molto lontano dalla realtà) votato al precariato e a sgobbare per quelli che vinceranno i concorsi al posto suo come un kamikaze, e Camuzzi (Paola Cortellesi) che si vede fregare il posto all’Ospedale da un’ australiana solo perché è una supergnocca che sta con il figlio del primario.
Delusi, depressi e soprattutto incazzati si ritrovano ad una cena di ex compagni di classe. Mentre tutti gli altri hanno fatto carriera perché figli di…loro tre invece sono dei falliti.
Decidono così di diventare stalker e rendere un inferno la vita a coloro che gli hanno soffiato il posto. Diventeranno le ombre nere della loro coscienza e fonderanno il movimento dei “pirati del merito”.
Il film è intriso di comicità di un buon livello, infarcita di dialetto fiorentino e livornese. Trovate ottime, veloci e ficcanti. Capace anche di creare suspence. Buoni gli attori. Per cui il film fila via rapido e non annoia affatto. Non disdegna una certa vena romantica (e non poteva essere diversamente essendo nella romantica Firenze).
Un film che consiglio per passare un’ottima domenica pomeriggio in allegria dimenticando i problemi.
Finale “ganzo” (omaggiamo Firenze con una, dopo “bischero”, delle sue parole par excellence) anche se ideologicamente arrendevole.
Tre stelle.
giovedì 7 aprile 2011
3 compagnia telefonica - fregatura numero tre (appunto)

3 compagnia telefonica - fregatura numero due

3 compagnia telefonica - fregatura numero due
sabato 2 aprile 2011
LA FINE E' IL MIO INIZIO di Jo Baier
venerdì 1 aprile 2011
BORIS - IL FILM di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
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